Antonio Benedetto Barrella - Pittore scenografo e decoratore

Sede in Località Renti, 20
06010 Città di Castello (PG)
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LA CRITICA

Antonio Barrella, pittore napoletano, noto come l'artefice del surrealismo azzurro, ma soprattutto come un insolito viaggiatore astrale fuori del tempo di prima e di poi, La sua pittura invita l'osservatore ad immergersi, anzi a sprofondare, negli spazi infiniti dell'universo, tanto è dominante la cromatica azzurra, esasperata da un gioco di astrazioni, simbolismi e profonde allegorie esoteriche. Contemplare le sue opere è come viaggiare oltre il tempo su una cometa che trasporta il visitatore in mondi sconosciuti, tra spazi luminosi ove le ombre sono quasi sempre sconosciute. E non potrebbe essere altrimenti per un artista che nella sua manifesta angoscia è e resta un essere essenzialmente solare nel suo lacerante surrealismo, il Barrella si rappresenta egregiamente trasformandosi in un autentico viandante che, abbandonata la materia terrena, si lancia verso la luce seguendo un itinerario non facilmente comprensibile al profano, in quanto è un itinerario che vuol essere un pellegrinaggio verso l' immateriale, quindi verso un infinito pittorico d'impronta metafisica, La dominante dei toni azzurri scuri e dei celesti chiari rivela nella cromatica spirituale del suo animo tormentato, l'incontro dell'artista con tutto ciò che è inatteso, ma profondamente desiderato in un'ansia di luci, spazi, altezze d'animo, libertà, espiazione e redenzione dalla schiavitù della materia.
Il bianco delle sue immagini tocca talvolta livelli scultorei, gelidi, ma incisivi e determinanti Gli altri colori sono sfumati, fuggenti, impalpabili, velati dalla nebbia del pensiero, quasi impercettibili, e qui è la forza suadente dell'artista: il contrasto dialettico dei colori, il bianco e l'azzurro profondo, chiari simboli di quel cielo che narra la gloria di Dio o del Grande Architetto dell'universo, ove un osservatore attento si immerge sospeso sulle ali del sogno, guarda, corre sulla scia della sua cometa, abbagliato da una luce nuova che è amore e passione, sente la "Musica cosmica" (note surrealistiche), nel silenzio di un mondo non più terreno, entra lentamente nella mitica "Visione di Shamballà" (essoterismo), sfiora timoroso i "Templi di cristallo"(simbolismo), fino a scomparire nella "Grande illuminazione" (spiritualità), ultima meta di questo viandante che è anche artista di non comune ingegno.

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